Home Page Organizzazione Donazioni 5x1000 S.O.S. Padrinato Progetti Fotogallery Amici Girotondo Bomboniere Solidali Contattaci News 25/12/2004: Tsunami "Phattana" -NEWSLETTER DAI PROGETTI Pensieri e riflessioni GIROTONDO STORY | | 
01/07/07 : … e spesso, molto spesso, mi chiedo se sia giusto da parte mia scrivere di bambini come Chinjan, Mook oppure raccontare le storie di coloro che appaiono in “Phatthana” o nel sito di Sainam.
Mi chiedo, con orrore, se anche io non stia cadendo nella trappola della “spettacolarizzazione” del dolore.
Giuro e confesso che sono sempre molto combattuto nel presentare queste storie ma d’altra parte credo nella verità, nella realtà che vedo e che, nonstante tutto, non posso fare a meno di raccontare.
Vi assicuro che l’ultima cosa che voglio fare è del pietismo e speculare sulla malattia di Chinjan per raccogliere eventuali donazioni; no, non è assolutamente questo il mio scopo.
Credo invece nel condividere esperienze, penso che anche che rendere partecipi persone con le quale si condividono totalmente o in parte degli ideali non sia sbagliato. Siano queste esperienze la malattia di Chinjan, il successo scolastico di Teaw o della nuova attività di Joy.
Racconto della realtà in cui vivo e in cui opera Sainam. Nessuno chiede o desidera donazioni in cambio delle lacrime di Chinjan, ma forse le poche anime che mi leggono potranno invece inviare dei pensieri di guarigione, supporto e amore a questa bambina, potranno sentirsi felici per i progressi di un qualunque bambino o della raggiunta stabilità economica di una famiglia povera dell’Issarn.
È questo l’unico scopo di “Phatthana” e di questo sito, quello di coinvolgere e di far partecipare i suoi lettori al nostro lavoro in questo, sperduto, angolo di mondo (CLAUDIO ROMANO, SAINAM FOUNDATION) 
25/06/07: parliamo con Chinjan. La sua voce è allegra, ci assicura che sta bene e d’essere... felice! Dice di esserlo perchè non sente più dolore, perchè è curata e accudita e perchè... ha incontrato noi che ci occupiamo di lei e della sua famiglia! Ferma un attimo: questa bambina di 10 anni, alla quale è appena stata amputata una gamba, che soffre di cancro mi dice di essere felice? Non voglio tornare a fare il “filosofo della mutua, ma non credete che abbiamo tutti da imparare da questa piccola grande anima che, probabilmente inconsapevolmente, sta dando una grande lezione esistenziale a tutti noi. Noi, tutti presi ad accumulare materia, gli ultimi gadget, le ultime novità e a seguire le ultime mode ma, che siamo inevitabilmente, perennemente scontenti e insoddisfatti? Personalmente mi sento privilegiato di avere incontrato sul mio cammino questa innocente bambina che mi ha illuminato il cuore con la luce della sua semplicità e della sua dolcezza, e spero che un giorno, guarita, potrà leggere e comprendere queste sincere parole. Tu ringrazi noi Chinjan, ma pure io desidero ringraziare te, con tutto il cuore. (CLAUDIO ROMANO, SAINAM FOUNDATION) 
21/04/2007: S'i' fosse foco, arderei lo mondo
s'i' fosse vento, lo tempesterei
s'i' fosse acqua, ' l'annegherei
s'i' fosse Dio, manderei l 'en profondo Le note e le parole di questa canzone di Fabrizio De André ronzano nel mio povero cervello quando, con la mia auto, entro nella incredibile città di Pattaya.
Per chi non lo sa sapesse, Pattaya è la città bordello della Thailandia, una città che vive e prospera quasi totalmente sul business del sesso.
Sono qui per incontrare Derek (l’autore di “Only 13”, www.only13.net, lettura assolutamente raccomandata), per discutere di come riuscire a promuovere il lavoro di Sainam anche a queste latitudini.
In questo bordello vivente vagano costantemente due speci animali ben distinte; la prima costituita da giovani, minute e, per lo più belle ragazze, mentre la seconda è formata da uomini vecchi, corpulenti e, principalmente brutti e con un unico, costante pensiero in testa!
Pattaya è il luogo dove la degenerazione occidentale incontra e si unisce a quella orientale. Di chi è la colpa? Non lo so ma come in ogni cosa c’è una causa e un effetto. C’è una domanda ed esiste un’offerta, è una semplice legge economica, come c’è un’intera economia che ruota intorno a questo mercato della carne.
Allora è tutto a posto? Tutto giustificato dal fatto che è per il bene dell’economia?
L’economia viene già usata come alibi per guerre, invasioni, guerre preventive, per la schiavitù e per la quasi totale distruzione dell’intero ecosistema mondiale.
L’economia viene usata anche come pretesto per far lavorare dei bambini in Asia così che il loro coetanei occidentali possano vestire alla moda. Non è un pò troppo?
Sono convinto che se in Thailandia avessero davvero ascoltate le parole di Sua Maestà il Re, che parla, insegna e promuove l’ auto-sufficienza, dell’intraprendere il cammino di una vita semplice e dell’accontentarsi, se queste parole fossero davvero ascoltate allora un posto come Pattaya non esisterebbe.
Invece mi trovo ad osservare, e non nego nemmeno di ammirare, le splendide ragazze in succinti abitini sexy che ne risaltano le forme e guardo il loro esatto opposto: i vecchi, calvi, grassi e sudaticci uomini occidentali che ronzano loro attorno sventolando il grasso (pure quello) portafoglio!
Come mosconi che stanno per essere catturati nella ragnatela, ronzano ignari ma felici, godendosi un momento di estasi e pura illusione mentre io mi vergogno profondamente di essere occidentale come loro, di provenire dalla medesima “cultura(?!?!)” dalla quale ha origine questa banda di Hooligans in libera uscita.
Mi chiedo se non si rendano conto di star solo comperando un illusione, quella di “possedere” (brutta parola, soprattutto se riferita ad un essere vivente) una giovane e bella ragazza che, mai, in circostanze normali, si sognerebbe di condividere il letto e ben altro con un uomo simile.
Lungi da me intraprendere una crociata contro la prostituzione, non sono un moralista, un fondamentalista pruriginoso e ipocrita. La prostituzione è sempre esistita e, al limite, può avere un suo ruolo sociale e probabilmente contribuisce a prevenire cose persino peggiori.
La prostituzione, dopo tutto, è semplicemente l’immagine emblematica della nostra società, basata su denaro e illusione, cosa meglio può rappresentare questo nostro mondo?
Le ragazze vendono il loro corpo e la loro anima per soldi, per vil denaro, mentre i loro clienti, in questo modo, si comprano l’illusione di avere al loro fianco per alcune ore una bella e giovane ragazza, di un avventura esotica, oppure di sfuggire alla loro solitudine.
Tutto questo può andare bene ma solo quando è frutto di una libera scelta personale.
L’esperienza invece mi insegna che esiste una grandissima probabilità, che molte delle ragazze in esposizione non siano capitate li per caso o per loro volontà. Le poverine possono essere state vendute, sfruttate e obbligate a vendersi.
Obbligate da persone senza scrupoli, oppure semplicemente obbligate dalla endemica povertà in cui sono nate, povertà senza sbocchi in una realtà contadina che sembra non riuscire ad uscire da questo perverso cerchio, come scopro quotidianamente a Ban Naudom.
Il pensiero di profittare di questa situazione dovrebbe impedire ad ogni essere umano pensante di buttarsi tra le braccia e le gambe di queste giovani, alcune possono essere anche quattordicenni o quindicenni. Mi chiedo come possano degli esseri umani approfittare della miseria altrui in questo modo spudorato?
Penso alle bambine del nostro programma di adozione a distanza e mi chiedo se mai un giorno pure loro si uniranno al fiume di ragazze che lascia i miseri villaggi dell’Issarn per andare ad affogare la propria esistenza nel mare di Pattaya, Phuket, Samui o sui marciapiedi di Patpong Road.
Spero ovviamente di no, spero che loro non diventino vittime di persone senza scrupoli, vittime della povertà, vittime di una società basata unicamente sul denaro e sul possesso materiale.
Poi il mio pensiero si sposta verso il Nepal, l’India, tutto il Sud Est Asiatico, al Sud America, all’Africa che con la loro endemica povertà fungono da inesauribile serbatoio per questo immondo commercio. Servono a saziare il malato appetito di personaggi che non hanno nulla di umano, gente che riesce a nascondersi dietro una facciata di rispettabilità. Gente a volte spalleggiata da chi dovrebbe difendere i più deboli e i più poveri, la polizia, i governi e l’esercito.
Infine mentre entro nel mio alberghetto vedo un corpulento vecchietto che cammina, tenendo per mano, una ragazza che, in un mondo normale, sarebbe sua nipote.
Invece li vedo salire abbracciati verso la lora camera .... S'i' fosse foco, arderei lo mondo
s'i' fosse vento, lo tempesterei
s'i' fosse acqua, ' l'annegherei
s'i' fosse Dio, manderei l 'en profondo
E allora? Penserete cosa c’entra tutto questo con Sainam?
Sainam c’entra, perchè questa è una delle realtà Thai, per fortuna non l’unica, ma certamente una realtà tristemente importante e, purtroppo, nota.
Una realtà che, né io né Sainam sicuramente cambieremo. Potremo invece mutare il destino di una, dieci o cento bambine, il che, secondo me, è comunque meglio che niente.
Nel nostro piccolo, cercheremo di prevenire invece che di curare. Scusatemi il paragone forse un pò crudo ma, oltrettutto, appropriato:
“Molto più facile usare (o far usare) un preservativo che cercare di curare l’Aids”.
Questa è la nostra umile intenzione visto che, anche se ci provassimo, difficilmente riusciremmo a togliere una di queste ragazze da questo mondo.
Un mondo che miscela dolore, vergogna, depressione a euforia, soldi, droga, alcool e un’illusione di un surrogato di vita sociale.
Meglio allora usare i nostri limitati mezzi per far si che bambine come Supansa, Weepaporn o Kwanthiwa possano costruirsi un futuro modesto, semplice ma sereno!
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